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Governo degli insediamenti
Vogliamo
esaminare con grande attenzione i reali bisogni “naturali” di estensione
del tessuto urbano residenziale, e limitare tale estensione a questi
fabbisogni reali verificati, cercando di mantenere intatta la struttura
agricolo-residenziale del nostro territorio, e di non trasformare lo stesso
in un subquartiere periferico di Milano.
Cercheremo quindi, con grande attenzione e per
quanto possibile, di evitare l’estensione delle costruzioni sul territorio,
puntando piuttosto al recupero e ristrutturazione rispettosa di costruzioni
del centro storico, delle cascine ecc. e alla costruzione nelle aree pertinenti
e intercluse di questi distretti, oltre che tenendo nel dovuto conto che
la Sordio-Bettola diventerà strada comunale, con la relativa forte
riduzione delle fasce di rispetto che ora sono di 40 metri. Puntare il
più possibile alla conservazione delle grandi fasce verdi di separazione
fra i paesi evitando con grande cura la conurbazione, per mantenere le
identità dei paesi stessi, ottemperando così a uno degli
scopi fondamentali delle tutele del Parco Agricolo Sud Milano. In particolare
evitare espansioni del tessuto urbano nell’area di 16 ettari fra Viale
Lombardia e il confine con Vizzolo, dove dal 1993 si può decidere
di variare il Piano Regolatore e non rispettare più i vincoli del
Parco Sud a sola coltivazione del fondo. E dove purtroppo l’attuale amministrazione
(disattendendo un impegno preso nel suo programma elettorale del 2002)
ha già variato di azzonamento a Piano Regolatore, nel 2005, 3 ettari,
di quei 16, mutandoli da destinazione Comprensoriale (uso soltanto agricolo)
a destinazione a Standard Urbanistico.
Noi torneremo indietro, se sarà possibile,
ripristinando i vincoli del Parco Agricolo Sud Milano.
Per l’eventuale estensione degli insediamenti
industriali, intendiamo aspettare che la nuova viabilità autostradale
e locale sia definita, e poi farne argomento di assemblee, per decidere
con la massima condivisione possibile.
Anche in questo campo del governo degli insediamenti
l’attuale Maggioranza non è stata purtroppo capace di fare il nuovo
Piano Regolatore, nonostante avesse messo nel programma elettorale 2002,
e annunciato con grandi squilli di tromba questa sua attività sin
dal 2003, incaricando un consulente.
Questa situazione rischia ora di lasciare l’amministrazione
che uscirà vincente dal prossimo confronto elettorale, davanti alla
necessità di fare con urgenza il Piano di Governo del Territorio
di Dresano, che con la nuova legge regionale prenderà parecchio
tempo e risorse. E nel frattempo non si potrà costruire, dato
che l’attuale Piano Regolatore risalente al 1983 non ha più aree
fabbricabili.
Un bel problema anche per il Bilancio Comunale,
perché mancheranno per un certo periodo le entrate degli oneri di
urbanizzazione.
Insomma un bel pasticcio lasciato dall’amministrazione
uscente.
Ma nel frattempo il consulente incaricato ha
sicuramente lavorato, è stato pagato, ha certamente prodotto risultati
e proposte.
E anche dopo maggio 2005 (nuova legge regionale)
ha avuto quasi 2 anni per fare il PGT con le nuove regole.
Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di
conoscere cosa è stato fatto.
Infine, dobbiamo tener presente sul lungo termine
e dunque non nella prossima legislatura, che l’attuale cimitero dovrà
essere sostituito da uno nuovo, con eliminazione - nei tempi stabiliti
dalle norme - di quello attuale che si viene a trovare già ora e
tanto più in futuro, dentro l’abitato.
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